Olistica

Olistica

La memoria dell’acqua

a cura di Nicoletta Loro
Operatrice in discipline e tecniche del benessere olistico
(ai sensi della legge n 4 gennaio 2013)
via Bassanese 38A, Fellette


Fb: Ãtman studio olistico



Non c’è vita senz’acqua: questo è un assioma su cui ognuno di noi dovrebbe ogni tanto soffermarsi per comprendere in che modo questo elemento così prezioso può regalarci salute e benessere. In questa direzione è andato un pioniere del campo, il professore giapponese Masaru Emoto, che ha scoperto come l’acqua abbia la capacità di registrare le vibrazioni a cui viene sottoposta. E quando parliamo di vibrazioni stiamo parlando di tutto ciò che esiste, stante la famosa formula di Einstein E=mc²: non solo minerali o piante o manufatti, ma anche gli esseri viventi e in particolare gli umani che possono, attraverso la parola o lo scritto, emettere vibrazioni aventi una certa “qualità” che l’acqua, più di tutte le altre sostanze, mantiene in memoria. In particolare Masaru Emoto ritiene che la coscienza umana abbia un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua e lo ha scoperto attraverso la fotografia delle strutture cristalline di molecole d’acqua congelata dopo essere state “informata” da specifiche affermazioni o situazioni o persone particolari. Dall’osservazione delle fotografie è emerso che le parole, le preghiere, la musica e l’ambiente esercitano un vero e proprio effetto fisico sulla struttura cristallina dell’acqua, modificando la semplice struttura di base esagonale dei cristalli. Parole positive come: amore, felicità, gratitudine compongono strutture belle e raffinate, disposte in modo armonico e simmetrico; mentre parole negative come: guerra e odio reagiscono creando strutture amorfe e prive di armonia. Sappiamo da tempo che noi stessi siamo costituiti per oltre il 70% di acqua extra cellulare e quasi il 90% intracellulare, diventa allora importante sapere che tipo di informazione ingeriamo ogni volta che beviamo un bicchiere d’acqua e che l’acqua sia un elemento imprescindibile per l’essere umano proprio per questa sua capacità di ricevere e conservare informazioni di carettere fisico. Come possiamo informare l’acqua? Ci sono varie possibilità: aggiungendo dei cristalli nella bottiglia di acqua, oppure attraverso la scrittura di una parola sulla bottiglia come “amore”, “guarigione”, in base a ciò che vuoi che l’acqua informi la persona che la utilizza. Usando bottiglie colorate così l’acqua assorbe la vibrazione del colore. Se si vogliono usare invece cose più sofisticate si possono comperare: le piastre di Kolzov, i devajal o gli adesivi con i simboli energizzanti.



Olistica

Il codice interiore

a cura di Nicoletta Loro
Operatrice in discipline e tecniche del benessere olistico
(ai sensi della legge n 4 gennaio 2013)
via Bassanese 38A, Fellette


Fb: Ãtman studio olistico



La nostra interiorità, la nostra anima, ha un codice che si fonda sulla piena libertà d’espressione: ogni energia, ogni stato d’animo, ogni emozione ha il diritto di emergere, perché così ciò che sei può affermarsi. Ognuno di noi compie un viaggio, nella vita. Non realizziamo tutto il nostro potenziale in un colpo solo, ma lo estraiamo giorno dopo giorno. Proprio per questo è indispensabile affidarci ai cambiamenti che emergono spontaneamente da quell’infinito mare che è il nostro mondo interiore, senza pensare di sapere già quale sia il traguardo definitivo. Ecco, l’equilibrio interiore è la capacità di sfruttare tutti i venti e tutte le correnti che si presentano attraverso stati interni, energie, lati del carattere, emozioni. Molte persone stabiliscono un proprio codice basato su comandamenti rigidi e prescrittivi, ad esempio: l’amore per i figli consiste nel sacrificare il proprio lavoro; provare emozioni cattive è sbagliato; l’amore giusto deve portare al matrimonio... Tutte cose rispettabili, certo, ma quando la “vita” ci porta su strade inaspettate o quando da dentro emergono contrasti con queste “direttive”, arriva il conflitto. E il lato represso emerge molto più forte! Non è eliminando aspetti di sé ed emozioni fuori norma per adeguarsi a uno standard che si troverà la pace interiore. L’equilibrio non è raggiungere una meta e fermarsi; tutto il contrario di quello che pensiamo di solito: non è stando fermi in un posto, ad esempio in un ruolo di lavoro faticosamente raggiunto che la nostra anima evolve, ma movimentandosi. Bisogna lasciar fare all’anima, perché lei sa cosa fare: vuoi che ciò che regge la tua vita non sappia qual è il tuo posto? Ma se tu le dici cosa fare, come essere, chi sei, cosa devi diventare, stai distruggendo l’identità più profonda. Sei nato per partorire te stesso. E per farlo c’è un solo modo: uscire dai modelli rigidi. Essere se stessi è accogliere gli stati d’animo, quali essi siano, senza volerli cambiare. Non è un’idea permanente di te che devi cercare, ma guardare cosa capita nel tuo mondo interno e accorgerti che sei seduto su onde del mare che si susseguono senza sosta. La tentazione costante di guidare noi stessi, la propensione a volerci domare e a sottomettere le emozioni, allarmano il mondo interiore, la tua anima. Quasi tutti i nostri disagi, dalla depressione all’ansia, dal panico all’insicurezza, nascono così: ecco perché è fondamentale che il rapporto con l’interiorità sia fluente. La chiave per stare bene ed evitare rischi per la salute e ritrovare un corretto rapporto con l’interiorità è smettere di voler correggere o cambiare ciò che spontaneamente emerge da dentro accettando tutte le tue parti completamente. L’anima sa sempre cosa è meglio per noi!



Benessere

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La Cellulite? E' una malattia!

a cura dell’Erboristeria “Il Biancospino”

www.erboristeriebiancospino.it

Ebbene si, se ancora non fosse chiaro, oggi ne abbiamo la certezza. Non è solo, e parliamo tanto di donne quanto, ormai, di maschi, colpa degli strappi alle regole o di una alimentazione poco sana che ci viene a trovare l’incubo della prova costume, ma è perchè tanti di noi sono predisposti! Non disperiamo però! Tante soluzioni in arrivo classiche e usate in erboristeria da sempre o innovative e frutto delle ultime ricerche. Che fare dunque in caso di alterazione strutturale delle cellule adipose, con promissione del microcircolo e sclerotizzazione delle fibre di collagene, in poche parole cellulite? Possiamo attaccare il nemico da due fronti: uno esterno e uno interno. A livello topico i fanghi d’alga si sono rivelati un ottimo alleato. I fanghi d’alga del Dr. Taffi grazie all’azione dello iodio sotto forma di proteina idrolizzata, riescono ad attivare il meccanismo di svuotamento degli adipociti e il ricompattamento cutaneo. L’azione dimagrante dello iodio lavora in sinergia con euglena, caffeina, papavero giallo e guaranà, sali del Mar Morto, ippocastano, rusco e pompelmo e riesce ad attivare a livello microcellulare il processo di eliminazione della cellulite in modo ottimale. Non dimentichiamo poi la crema corpo Dr. Taffi, innovativa nel suo assorbimento immediato e con in più i principi attivi delle cellule staminali del melo e le vitamine A, C, E o l’olio anticellulite con ipertonificante e vasoprotettivo con azione drenante, schiarente, levigante: un perfetto acceleratore del dimagrimento topico, ideale anche per chi ha intolleranza allo iodio ma vuole togliere gli inestetismi dellla cellulite in tempi brevi e in modo reale. Tutti prodotti di ultimissima generazione, con in più il marchio “Vegan”: nessuno di questi prodotti non solo non è stato testato su animali, ma non contiene nessuna traccia di loro derivati. Come integratori per uso interno invece abbiamo altri grandi amici: l’alga fucus, che accellera il metabolismo e ci aiuta a drenare, assieme alla centella che svolge sempre un’azione drenante e dà un validissimo aiuto ai problemi di circolazione assieme ad amamamelide virginiana e il rusco. Queste piante, associate a tisane di te verde, antiossidante per eccellenza assieme al te rosso e al ribes, all’ortosiphon e alla pilosella, potenzieremo non solo l’azione drenante ma anche di pulizia dell’organismo. Tante cose e tutte naturali, per cominciare presto a preparare il fisico non solo ad essere più bello, ma soprattutto più sano. Noi siamo contro i trattamenti dell’ultimo minuto, meglio cominciare a tarda primavera e arrivare all’estate in modo armonioso e senza eccessivi sbalzi di peso nel breve periodo: la nostra salute ce ne sarà grata. Buona estate a tutti!




Salute Dentale

Salute Dentale

Columbus Bridge Protocol TM: Riabilitazione fissa delle arcate dentali a funzione immediata

a cura dello Studio Stomatognatico
Dr. Christian Alberti Srl

www.albertistudio.it

Negli ultimi tempi l’odontoiatria ha fatto veramente passi da gigante per quanto riguarda le modalità riabilitative in paziente che non ha denti o che li ha ma sono in fase terminale, magari affetti da piorrea. Una volta venivano usate delle protesi mobili, le dentiere, mentre ora le moderne tecniche chirurgico-protesiche riabilitative della bocca danno possibilità veramente incredibili ai pazienti. Facciamo un esempio. Esistono vari metodi per dare i denti fissi alle persone. Uno di questi è il Columbus Bridge ProtocolTM: in un’unica seduta chirurgico-protesica possono essere tolti tutti i denti malati o compromessi o in fase terminale senza possibilità di recupero, vengono posizionati 4 impianti e viene presa immediatamente l’impronta. A 48 ore al paziente viene consegnata una arcata dentale definitiva che viene avvitata direttamente sugli impianti precedentemente posizionati. I tempi così vengono notevolmente accorciati. Non si aspettano più i canonici 4 o 6 mesi per permettere la guarigione dell’osso come avveniva nelle vecchie tecniche implantoprotesiche. La nuova riabilitazione secondo il Columbus Bridge ProtocolTM aumenta le capacità di guarigione dell’osso e assicura un risultato estetico eccellente ed armonioso nel contesto facciale, riducendo notevolmente i tempi di recupero. Quindi questa tecnica riabilitativa ha delle caratteristiche peculiari e del tutto particolari. è una tecnica nuova ed innovativa che permette di riabilitare arcate dentali con una masticazione compromessa mediante un ponte fisso ed avvitato su impianti. Il Columbus Bridge ProtocolTM è un metodo rapido che permette di ritornare alla propria vista di relazione e lavorativa in tempi estremamente rapidi. è un trattamento unico ed esclusivo perchè utilizza materiali studiati appositamente per questa tecnica permettendo una altissima estetica ed affidabilità. Unico, perchè è eseguito da un solo operatore che seguirà il paziente dall’inizio alla fine. è vantaggioso: perchè concentra tutto in un’unica seduta chirurgico-protesica. Non servono più molte sedute di prova, attesa, protesi mobili, ribasature. Questo fa si che non vi siano lungaggini con molti appuntamenti rendendo così vantaggioso anche dal punto di vista economico il trattamento. è indolore. Questo trattamento viene eseguito in sedazione, risultando molto confortevole per il paziente ed assolutamente indolore rispetto alle tradizionali tecniche di implantologia. è risolutivo. Il Columbus Bridge ProtocolTM permette di passare da una dentatura poco confortevole, difficoltosa e di disagio estetico ad una masticazione ottimale che solo una dentatura fissa può dare. Riduce il numero di impianti: di solito vengono posizionati 4 impianti riducendo così anche il disagio da intervento. Non servono interventi di innesto osseo, diminuendo così il tempo di riabilitazione dentale ed evitando le lungaggini protesiche date da tecniche di incremento osseo. Consegna di una dentatura fissa in 48 ore. La tecnica quindi è estremamente codificata, è un protocollo appunto, un protocollo però molto particolare. I passaggi chirurgico-protesici sono gestiti da un solo chirurgo che si occupa anche di riabilitazione protesica ma anche dall’intero gruppo dello studio che gestisce il paziente nella sua globalità: dottore, infermiera, assistenti e tecnici. Il Columbus Bridge ProtocolTM può essere eseguito solo in alcuni centri certificati viste le caratteristiche particolari del trattamento. Le arcate che si consegnano sono come dei fissatori ortopedici che aiutano e migliorano la guarigione dell’osso dando così la possibilità al paziente di guarire meglio e prima. Il protocollo agisce migliorando la biologia dell’osso, migliora la funzione masticatoria ma, soprattutto, la perfetta costruzione del manufatto protesico aumenta il benessere della bocca. In molti casi quindi il Columbus Bridge ProtocolTM viene adattato a pazienti che desiderano risolvere non solo le loro problematiche dentali ma anche, e nello stesso tempo, l’estetica del sorriso, ricercando quindi un vero e proprio risultato dento-facciale. Negli ultimi due anni, poi, il protocollo Columbus Bridge è stato ulteriormente rinnovato attraverso l’utilizzo degli impianti zigomatici. Con questa innovazione chirurgico-protesica si possono trattare i pazienti con gravissime mancanze di osso e che non vogliono essere operati con innesti ossei in regime ospedaliero.



Salute Dentale

Le estrazioni del dente del giudizio

a cura dello Studio Stomatognatico
Dr. Christian Alberti Srl

www.albertistudio.it

La natura ha previsto che l’uomo cambi 20 denti decidui e li sostituisca con 28 definitivi. Il passaggio non è privo di disagio e/o di dolore, ma avviene in un periodo della vita in cui un po’ di coccole, qualche attenzione, aiutano facilmente a superare il tutto. Prova ne è che quasi nessuno ricorda le eruzioni dei denti.
Ma i denti del giudizio sono un’altra cosa. I denti del giudizio ci collegano all’evoluzione della specie e ci ricordano quanto i cambiamenti in natura siano lunghi. La dentatura dell’uomo prevedeva in origine 3 molari per emiarcata per masticare e triturare il cibo, che nella preistoria era decisamente meno raffinato di quello degli ultimi 100 anni.
Gli antropologi rilevano cambiamenti significativi nelle dimensioni degli uomini, ma il terzo molare esiste ancora solo che spesso non ha spazio per uscire e causa più problemi che soluzioni.
Spesso è necessario estrarre i germi dei denti del giudizio: questo piccolo intervento consente di asportare solo la corona del dente, quando le radici sono ancora in formazione. E’ un vero e proprio intervento chirurgico: si incide il tessuto, si perfora la teca ossea e si preleva il dente ancora sotto forma di germe e lo si asporta. Il corpo, nel tempo, riempie il vuoto lasciato dal germe.
I denti crescono con una dinamica eruttiva “tipo missile”: la testa del dente (la corona) si forma per prima, poi si completano le radici. Nel completarsi le radici danno la spinta eruttiva al dente: se ha spazio ed è in traiettoria corretta spunta; se non ha spazio perché la traiettoria lo fa impattare su ossa o denti, si possono avvertire dolori.
Quando c’è l’indicazione ad estrarre i denti del giudizio ancora sotto forma di germe, si propone di estrarre in una seduta il germe superiore ed il germe inferiore dello stesso lato. In questo modo il paziente con un unico appuntamento toglie i due germi e il disagio della masticazione, riduce l’eventuale dolore post estrattivo e/o la somministrazione dei farmaci.
Riacquistata la funzionalità masticatoria da quel lato si potrà procedere con le germectomie dall’altro lato. L’età per le germectomie è dagli 11 ai 15 anni circa, successivamente sono estrazioni chirurgiche di denti praticamente completi. La principale indicazione per l’estrazione dei germi dei denti del giudizio è la mancanza di spazio o l’errata traiettoria di eruzione. Lasciare che il dente si completi in alcune situazioni significa andare incontro a un problema annunciato, perché se non c’è spazio, la spinta eruttiva ci sarà comunque con inevitabile dolore e/ gonfiore. Si preferisce eseguire una Tomografia assiale computerizzata che consente di rilevare con precisione la situazione anatomica della zona che ospita i germi. Grazie a queste nuove tecnologie diagnostiche è possibile prevedere in anticipo quali situazioni creeranno disagio e quali invece troveranno facile risoluzione. Nel caso di denti del giudizio dall’anatomia completa (radici e corona) ma privi dello spazio necessario, si può assistere a due situazioni: il dente riesce a farsi strada ed erompe anche se solo parzialmente oppure il dente tenta di erompere ma non trova lo spazio e quindi provoca dolore e/o gonfiore. I denti del giudizio parzialmente erotti il più delle volte provocano danni ai denti vicini, o creano situazioni infiammatorie, tasche gengivali proprio perché riescono a spuntare solo in parte.
Pur essendo interventi abbastanza diffusi, va ricordato che l’estrazione di un dente è sempre un atto chirurgico e come tale non va mai sottovalutato.



Salute Dentale

Cosa si intende per impianto dentale?

a cura dello Studio Stomatognatico
Dr. Christian Alberti Srl

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L’impianto dentale è una protesi sostitutiva della radice del dente. Mentre il dente naturale è “unico”, ed è composto da radice e corona indivisibili, l’impianto dentale è la parte che sostituisce la radice. A questo “tassello” che si inserisce nell’osso, si “aggancia“ un perno al quale poi si appone la corona. Per sostituire integralmente un dente naturale, è necessario inserire la radice sostitutiva nell’osso (impianto dentale), aggiungere il perno che collegherà la radice alla corona e che scaricherà le forze di masticazione e, infine, apporre dapprima la corona provvisoria e poi la corona definitiva. A volte è necessario togliere un dente perché rotto o gravemente infetto, e, se l’infezione è molto ampia può essere necessario dare alla gengiva il tempo di guarire. Si procede quindi con l’estrazione e si aspettano alcuni mesi prima di inserire l’impianto. Il paziente può uscire dall’intervento chirurgico con la corona provvisoria ed essere a breve in condizioni di masticare. Altre volte, invece, è possibile estrarre il dente e inserire immediatamente l’impianto. In altri casi è possibile estrarre il dente, inserire l’impianto e applicare subito perno e provvisorio. Essendo un intervento chirurgico, di solito gli implantologi prescrivono antibiotici per proteggere da infezioni e antidolorifici e/o anti infiammatori per i primi giorni post intervento. I pazienti spesso sottovalutano quanto è importante seguire con attenzione le informazioni che dà l’impiantologo per gestire bene il post chirurgico. Di solito il medico consiglia di: 1. Prendere i farmaci in modo preciso all’ora e nella quantità prescritta; 2. Applicare il ghiaccio per gestire il gonfiore post operatorio ed evitare stress fisici per i primi giorni; 3. Lavare i denti dalla parte opposta alla zona dell’intervento e usare colluttori disinfettanti per alcuni giorni; 4. In alcuni casi mangiare cibi teneri, evitare cibi duri o croccanti i primi 2/3 giorni; 5. In caso di fastidi, dolori, sensazioni chiamare in studio o passare per farsi fare un controllo. A volte i pazienti cosa fanno? Escono dall’intervento privi di dolore, perché ancora sotto l’effetto dell’anestesia, ritardano l’assunzione di farmaci perché aspettano di sentire male prima di intervenire con l’antidolorifico o antinfiammatorio, mettono il ghiaccio per 15 minuti poi si stancano, continuano ad andare in palestra o a fare sport, smettono di lavarsi i denti per paura di ledere le suture o la zona di guarigione e usano solo il collutorio, “sopportano” fastidi e sensazioni “per paura di disturbare”. Alcuni chiarimenti importanti per lo studio odontostomatologico del dott. Alberti: 6. I PAZIENTI NON DISTURBANO I MEDICI, ci sono livelli di urgenza e di gravità da valutare ma nessun “disturbo”; 7. SEGUIRE IN MODO PRECISO LE INDICAZIONI DEL MEDICO è la cosa migliore che il paziente possa fare; 8. DOLORI, SENSAZIONI E FASTIDI VANNO RIFERITI TEMPESTIVAMENTE AL MEDICO che avrà così la possibilità di gestire la situazione. Mettere un impianto sostituto di un dente e riabilitare la masticazione per il corpo è esattamente come fare un intervento al menisco del ginocchio e riabilitare le funzioni dell’arto. Abbiamo un intervento ed una parte naturale viene sostituita: in entrambi i casi c’è una ferita su cui vigilare e c’è un carico da allenare progressivamente. Masticare cibi duri dopo un impianto sarebbe come andare a correre dopo essersi operati un menisco. è importante che il paziente comprenda il principio di riabilitazione perché fare il dentista, fare il chirurgo orale, fare l’implantologo e il protesista è fare riabilitazione e la migliore riabilitazione possibile è quella che conta sulla cooperazione dei pazienti. Se il paziente desidera affrontare l’intervento con maggiore tranquillità, c’è la possibilità di ricorrere alla sedazione cosciente che consente di ridurre al massimo il dolore, mantenendo integri funzioni vitali e riflessi. La sedazione cosciente è praticata da un medico specialista in anestesia e rianimazione.



Fotografia

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Ma è così facile stampare le fotografie delle vacanze?

a cura di Memo Store - Mussolente (Vi)

www.memostore.it

Si, ce lo dicono spesso i clienti che aiutiamo! Vi spieghiamo come sia estremamente facile e veloce realizzare un libro fotografico delle vostre vacanze o altri prodotti personalizzati che vengono direttamente delle vostre gite fuori porta. Le foto finché rimangono nel vostro smartphone rimangono immagini. Le avete scattate, ma finché non le trasformate in qualcosa che possano toccare i vostri nipoti, non esistono. Realizzare uno splendido libro è semplicissimo, quello che manca spesse volte è la forza di volontà per realizzarlo. Ecco in qualche semplice passo come fare: 1. Raccogliere le fotografie Se al viaggio o alla nostra escursione erano partecipi più persone, è il caso di raccogliere tutte le foto degli smartphone, delle macchine fotografiche, dei rullini scattati. Evitate di farvele mandare via Whatsapp perché vengono ridotte di dimensione al momento che ve le inviano. Quando avete tutte le foto in una pendrive, credeteci, il grosso del lavoro è fatto! 2. Fare una selezione Una delle cose impegnative ma non impossibili è la selezione, passare da 1000 foto a 100 sembra molto difficile ma in realtà non lo è. Vi consigliamo di fare questa operazione con molta velocità, selezionando solo quelle foto che vi emozionano e che raccontano una storia. 3. Realizzare un fotolibro, ottenere delle stampe, tshirt o quadri Con una selezione fatta delle tue fotografie migliori potrai in autonomia ordinare dei prodotti personalizzati con le tue fotografie. Leggi l’articolo completo su: www.memostore.it



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Come fare il tuo Fotolibro dell’anno

a cura di Memo Store - Mussolente (Vi)

www.memostore.it

Immagina se in uno degli scaffali della tua libreria ci fossero, invece che i libri di cucina e dei romanzi, una raccolta ordinata delle fotografie la tua vita, sot
to forma di libri fotografici. Pensa se avessi un libro fotografico per ogni anno della tua vita, anche un piccolo libro ma che contenga quelle 100 foto che ti rappresentano, che raccontano il tuo quotidiano, il tuo passato, i tuoi viaggi e la tua famiglia. Il segno del tuo passato in questa terra. Immagina, fra vent’anni, di avere 20 libri di questo tipo. Che valore avresti? Cosa rappresenterebbe tutto ciò per la tua memoria?
In questi anni in cui la maggior parte della nostra vita viene narrata, è importante avere la consapevolezza e la sicurezza di non perdere questi momenti che giornalmente raccogliamo con la nostra macchina fotografica più usata ovvero lo smartphone. Un libro fotografico può essere grande, piccolo, con poche o con molte pagine... L’importante è stampare queste emozioni e renderle un qualcosa di unico come un oggetto.
Nella nostra vita abbiamo bisogno di “ricordare” e per farlo c’è bisogno di un collegamento visivo come un’immagine, che ci permette di fare da ponte con il nostro passato.
Ecco qualche suggerimento per creare il proprio fotolibro:

1. Dividi la selezione in pacchetti: decidi nel giro di due settimane quali foto selezionare dell’anno appena trascorso.

2. Sii veloce: seleziona le foto a sentimento, non ci ragionare troppo, fatti guidare dal tuo istinto.

3. Usa i preferiti: usa le foto che hai nei preferiti della tua galleria.

4. Seleziona 10 foto al mese: sii critico con te stesso e scegli 10 foto importanti al mese da selezionare.

Leggi l’articolo completo su: www.memostore.it



Animali

Animali

Essere se stessi su 4 zampe.
L’intesa emozionale

“Gesti” di Gigliola Zilio
Personal Dog Trainer - Educatrice cinofila
Kinesiologa cranio-sacrale


Sicuramente, molti di voi si saranno chiesti quanto simili sotto certi aspetti siano le nostre esigenze a confronto con quelle del proprio/i amici a 4 zampe. Da svariati anni applico le discipline bio-naturali su persone ed animali (cani, gatti e cavalli), notandone un effetto assolutamente più immediato. Amplificandone l’allenamento si ottiene un potente dispositivo di salute. Dove al sistema viene lasciata totale libertà nell’organizzare migliori percorsi neurologici e rispettive strategie potendo attingere nei momenti in cui il sistema subisce una qualsiasi disarmonia. Alla sfera emotiva viene lasciato il posto d’eccellenza, capace inoltre di fornirci preziose informazioni sullo stato attuale. è mio dovere ricordare sempre che ogni modalità bio-naturale, bioenergetica, sono un aiuto e non un sostituto della medicina si aiuta il sistema del singolo animale ed individuo guidandolo verso un equilibrio. Parleremo di Neuro-Training e Cranio-Sacrale. Il Neuro-Training nasce in Australia ed è una evoluzione della Kinesiologia. è possibile trattare qualsiasi tipo di disagio, con rispettivo beneficio su tutto il sistema. Attraverso un attenta osservazione del comportamento (sia dell’animale che del proprietario) ed l’attenzione posta sui disagi che rappresentano la parte finale di un disturbo sia esso (fisico - emotivo - mentale) già da tempo iniziato. Si utilizzano le mappe di digitopressione, si trattano i punti di agopuntura, prendendo come riferimento il modello tradizionale cinese, le ore di massima attività degli organi, avendo poi un quadro completo si lavora con il sistema nervoso e muscolo scheletrico. Grazie a queste attente informazioni possiamo avere un quadro completo, su cui aggiungere o togliere energia in eccesso. Il sistema cranio-sacrale è una tecnica olistica assolutamente non invasiva, nasce agli inizi del 900 in merito al Dr. William Gardner Sutherland osteopata, per 50 studiò e sperimentò i meccanismi cranio-sacrali. Nei primi anni 70 i Dr. John Upledger, Frankin e Rollin Becker ripresero gli studi un po’ caduti nell’oblio e fu cosi ulteriormente amplificata la conoscenza a questa tecnica. Risulta molto gradita dagli animali in quanto si appoggiano le mani esercitando una pressione non superiore ai 5 gr per poter mettersi i contatto con il ritmo cranio-sacrale che non ha nulla con il ritmo del cuore. Si lavora a livello fasciale e quindi con le parti viscerali dove la biblioteca emotiva è vastissima. Durante i miei anni di esperienza ho potuto lavorare con estrema semplicità con gli animali, percependo la loro piacevole sensazione di radicamento con la madre terra, e purezza rispettando i loro esigenze ottenendo un effetto immediato e duraturo nel tempo, relazionando con i proprietari al punto di ottenere un osmosi di benessere per entrambe. Il potenziale di ogni sistema si organizza e si modifica secondo la necessità, queste tecniche agiscono come catalizzatori di emozioni sane e positive, sono estremamente efficaci e prive di effetti collaterali se non quello di rimuovere schemi vecchi per cui i sistemi non hanno nessuna convenienza nel trattenere.



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